Linea Chloris – Mousse corpo

Come vi ho accennato in qualche post negli ultimi giorni, sono in arrivo per Mirodìa alcune novità, di cui voglio iniziare a parlarvi più approfonditamente.

In questi quattro anni di produzione di sapone ho potuto approfondire la conoscenza di oli ed estratti vegetali, parlo di una conoscenza che passa da libri e ricerche scientifiche, ma anche e soprattutto dal quotidiano contatto con gli ingredienti che la natura ci offre copiosi.

Nell’ultimo anno, in parallelo alla produzione dei saponi che un po’ avete imparato a conoscere, ho lavorato allo studio di nuove linee di prodotti che potessero essere la continuazione di un discorso iniziato proprio con i miei saponi.

Dal sapone Leucàsia, prende forma la prima linea di cui voglio parlarvi, la linea Chloris.

Dedicata alle pelli sensibili e mature, riprende la profumazione dolce e sensuale di rosa turca e vaniglia, in un mix di oli naturali dal forte potere antiossidante.

Chloris fu una ninfa che, disperata per la sorte di una compagna, chiese l’intervento di Afrodite in persona, la quale trasformò la sventurata in una magnifica rosa, lasciando a noi un mito che ci ricorda il potere trasformativo di questo fiore e il suo stretto legame con la bellezza e l’amore.

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Si tratta di prodotti anidri, cioè privi di acqua e quindi costituiti in altissime percentuali da principi attivi funzionali alla cura della pelle, scelti a seguito di nuovi incontri avvenuti tra le campagne Salentine.

Regina indiscussa delle erbe usate per la cura delle pelli mature è la canapa, dai semi della quale è possibile estrarre un olio ricco di acidi grassi polinsaturi, di Omega-3 ed Omega-6, responsabili dell’equilibrio idrolipidico della pelle, ma anche di acido Gamma Linoleico, fondamentale per prevenire desquamazione e disidratazione.

È inoltre ricco di vitamine A, b1, B2 ed E dal forte potere antiossidante che lo rende ideale nella prevenzione dell’invecchiamento cellulare.

Un aspetto fondamentale dell’olio di canapa è la sua capacità di aumentare l’efficacia del suo potere idratante e antinfiammatorio, con l’uso costante, dovuto alla presenza di acidi grassi che ad ogni applicazione vanno a nutrire la pelle in profondità.

L’olio di canapa è abbinato a olio di riso e avocado addizionati con carotene, tutte sostanze ricche di antiossidanti naturali che riescono a penetrare rapidamente nell’epidermide lasciandola asciutta e apportando i propri nutrienti con un semplice massaggio.

Gli oli di cocco e ricino servono a proteggere la pelle dagli agenti atmosferici, assicurando tono ed elasticità.

Ho studiato ogni prodotto in maniera tale da essere facilmente assorbibile dalla pelle, malgrado l’assenza di acqua, perché non passi in secondo piano il piacere di stendere una crema sulla pelle.

Quella in foto è la mousse corpo della linea Chloris, dalla consistenza morbida e vellutata, ideale per l’uso quotidiano, lascia la pelle morbida e setosa, spargendo il suo profumo delicato e sensuale.

Le cassettine

Oggi vi voglio presentare le nuove confezioni Mirodìa.
Il lavoro artigianale è bellezza che nasce dalla necessità e lavorare con elementi naturali mi ha sempre portato a ricercare questa bellezza nella semplicità, nell’essenza delle cose.

Ho avuto la necessità di creare un taglio ridotto per i miei saponi, e di creare una confezione, un piccolo box, che potesse custodirli e valorizzarli.
Era un lavoro su commissione, una richiesta da una coiffeur che in Svizzera, vicino Berna, voleva poter regalare i miei saponi ai clienti del suo salone.

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Come spesso accade è partita la ricerca della soluzione più adatta, partendo dai saponi che andavano confezionati in maniera da prendere meno spazio possibile ma allo stesso tempo dovevano essere protetti per il lungo viaggio.
Poi la confezione, che ne potesse accogliere due per volta, in un assortimento di colori e profumi.

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Il risultato è stata una cassettina (complici un papà volenteroso e uno zio falegname dal quale ho recuperato ritagli di legno). Ci è piaciuta talmente tanto che abbiamo voluto creare anche la versione più grande, che potesse accogliere l’intera collezione di saponi in formato torroncino.


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Potete già trovarle in bottega a Calimera, via Europa 8

I luoghi dell’Anima

Sua Maestà

Nel raccontare le origini di Mirodìa non posso prescindere dal raccontare di certi luoghi, e di come hanno cambiato per sempre i miei occhi.
Sono luoghi al limite tra il reale e l’onirico e alcuni di loro li ho visitati prima in sogno che dal vivo.

Il trono del Sole, ad esempio, mi rimanda alla primissima infanzia.
In un ricordo (o sogno?) dai bordi sfumati mio padre mi porta nel bosco e nel centro di una radura vengo travolto da un’emozione impossibile da dire a parole.

Nel mio ricordo onirico l’ammasso di mattoni calcarei è più alto di diversi metri, una montagna di pietra e soffice muschio che si accende, quando una colonna di luce solare vi si posa, scendendo attraverso le fronde dei lecci; immobile e viva, quella luce mi osserva scavando nella parte più profonda di me, vedendomi nudo, e ne percepisco il sorriso ieratico e bonario allo stesso tempo.

Il trono del Sole

Tutto intorno è una danza lentissima di polvere dorata.

Oggi torno in quel luogo ed anche se agli occhi tutto sembra così diverso, qualcosa dentro vibra come quella prima volta, quella visione mi è entrata dentro creando nella mia anima un nuovo luogo in cui poter sempre ritrovare quel sorriso, quel calore.
In luoghi simili è possibile incontrare creature mitologiche ricoperte di corteccia, sentirne le risate un pò sinistre, percepirne i movimenti con la coda dell’occhio.

In questi luoghi che amo come fossero l’anima mia, e a onor del vero, lo sono, ho imparato i gesti, gli odori, le attese e le consistenze che ora mescolo in unguenti, saponi e oli.

Non si conosce che col cuore

Consocere col cuore

Spesso mi sento rivolgere la domanda ‘come hai iniziato?’ E l’imbarazzo arriva puntuale ogni volta.

Per quanto mi sia sforzato, non ho ancora trovato un inizio, un momento anche solo vagamente identificabile come punto di partenza di quello che è un modo di relazionarmi all’ambiente, dal quale per semplice conseguenza derivano tutto il mio lavoro e la mia ricerca.
Nel tentativo di avvicinarmi il più possibile a quel momento fatidico in cui incrociai il sentiero di Flora, sono tornato fino all’infanzia e li ho trovato un ricordo dipinto con i colori di Waterhouse.

Ricordo di aver trovato nell’angolo più remoto di una dispensa, durante le mie esplorazioni casalinghe, un tesoro inestimabile (e del quale nessuno ancora oggi ricorda la provenienza) che mi affascinò per sempre.
Si trattava di un libro sulle piante officinali, con delle illustrazioni tanto belle da farmi venire voglia di conoscere dal vivo quegli esseri che mi apparivano così ‘significanti’.

Mi perdevo nell’osservazione di ogni dettaglio di quelle creature misteriose e schive, sempre pronte a disperdersi in parole-nascondiglio come ‘erbe’, ‘prato’, ‘infestanti’; ogni dettaglio piano piano iniziava a svelarmi un segreto. Anno dopo anno scoprivo che nel tronco dell’Alloro era nascosta una ninfa più veloce della luce, che la Calendula ha il colore delle lacrime di Venere  e mille altri particolari, in ogni spina, ogni diversa consistenza di foglia, ogni colore e forma ha iniziato a raccontarmi storie immortali, che ancora non smettono di affascinarmi con nuovi incanti.

Così Flora mi ha ammaliato, ed io estasiato non posso che continuare a perdermi nell’intricata rete di significati che costantemente tesse, perchè l’essenziale è invisibile agli occhi.

Oggi son detta Flora, ma ero una volta Clori; nella pronuncia latina fu alterata la forma greca del mio nome.
E, Clori, ero una Ninfa delle Isole Fortunate, ove tu sai che felicemente visse gente fortunata.
E’ difficile alla mia modestia dire quanta fosse la mia bellezza; essa donò a mia madre per genero un Dio.
Si era in primavera, e io me ne andava errando; mi vide Zèfiro, e io mi allontanai; prese a inseguirmi, e io a fuggire.
Ma fu più forte di me.
Borea, come aveva osato prendersi una donna nella casa di Eretteo, aveva dato al fratello ogni diritto di rapina.
Ma zefiro fece ammenda della violenza dandomi il nome di sposa; non v’è alcun motivo di lamento nel mio letto coniugale.
Io godo di eterna primavera; l’anno è sempre fulgido di luce, gli alberi son ricchi di fronde, la terra rivestita di verzura.

-Ovidio-