Scrub cafè

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Manciate di caffè in polvere levigano e massaggiano la pelle, risvegliando la microcircolazione ed eliminando le impurità. La pelle torna di buon umore, luminosa e pronta per una nuova avventura.

SAPONE CON POLVERE DI COFFEA ARABICA
Dolce o amaro, corretto, macchiato, in ghiaccio e col latte di mandorla, il caffè ha il sapore dell’accoglienza e del risveglio, scandisce il ritmo delle pause e degli incontri. Scrub Cafè è un vero e proprio trattamento di bellezza.
La polvere di caffè macinata finissima e aggiunta all’impasto di questo sapone, svolge un’azione levigante per la pelle, rimuove le cellule morte e stimola la circolazione sottocutanea esercitando un piacevole micro-massaggio.

INGREDIENTI: Olea europea, Aqua, Sodium hydroxide, Prunus amigdalus dulcis, Cocos nucifera, Ricinus communis, Coffea Arabica, Parfum*
*E.R Vaniglia

 

scrub cafe'

 

SCRUB CAFFE’ e il derviscio di Moka
Darwish in lingua persiana significa “cercatore di porte”.
Un derviscio in esilio a Moka, nello Yemen, si pulì dalle colpe dell’anima con foglie e granelli di Caffè che crescevano selvatici, più forte si fece lo spirito e invitò tutti al tavolo del suo perdono.
Fu allora che se ne inebriò il principe della città, che ridiede casa al derviscio e morbidezza al suo cuore. Ora gira, gira attorno al suo centro, riprende vita, si risveglia all’odore amaro e potente di quel chicco piccolo e avvolgente. È il rito di passaggio: attraverso sette porte il sufi mevlevi penetra nel cammino.
Esse sono: suono, luce, numero, lettera, parola, simbolo ritmo e armonia. Grazie alla danza il derviscio ricongiunge mente, cuore e corpo e si fa uno col suo Essere Poetico.

“Colui che desidera il proprio risveglio
è quello che già dorme in un giardino”

Il giorno risveglia con l’odore scuro del chicco magico, tolta è la ruvidezza dai pensieri, si abbandona l’animo alla convivialità, scende il corpo dalla montagna isolata in cui era finito e siede ora accanto a principi e dervisci, su tavoli di legno nodoso, tra seta e resine brucianti.
A render dolce lo sgretolamento di ciò che non serve più, a ridare al cuore l’attitudine saggia di centro, c’è la dolcezza potente della Vaniglia, fiore candido dal corpo legnoso. Sostanza di gocce nere: esorcizzano le colpe, materializzano le incrostazioni dell’anima per ridarle purezza.
È il sapone dell’iniziazione, il sangue ricomincia a ruotare, la terra sotto i piedi rotea senza cadere, salda è la luce, superato il buio.

Torna dall’esilio il derviscio di Moka, è a casa ormai.

racconto di Maira Marzioni

Per info e acquisti scrivimi su info@mirodia.it

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