Mente fresca

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Sapone all’argilla verde purificante arricchito dalla sinergia di essenze balsamiche ed energizzanti per tonificare pelle e pensieri

SAPONE ALL’ARGILLA VERDE, MENTA, PINO E ROSMARINO
Mente Fresca sfrutta le proprietà dell’argilla verde per purificare la pelle e apportare preziosi sali minerali in grado di rivitalizzarla. Menta, pino e rosmarino evocano i profumi intensi e balsamici della macchia mediterranea, un mix di oli essenziali che energizza e tonifica pelle e pensieri. Gli oli di oliva e mandorle dolci, combinati con il burro di karitè e l’olio di avocado elasticizzanti e anti-age, svolgono azione emolliente e nutrono la pelle producendo una schiuma ricca e cremosa.

INGREDIENTI: Olea europea, Aqua, Sodium hydroxide, Prunus amigdalus dulcis, Cocus nucifera, Butyrospermum parkii, Ricinus communis, Mentha arvensis, Solum follonum, Persea gratissima, Pinus pumilio, Rosmarinus officinalis.

 

mente fresca

 

MENTE FRESCA o cronaca di un odoroso risveglio
Mi risveglio dal sogno, fuori c’è aria pulita, libera.
Mi sveglio e prego con l’ inno a Iside, la Scandalosa e la Magnifica. Spargo odore di menta per invocarla.
Nell’antico Egitto si preparava un unguento: il kifi, a base di varie erbe tra cui la Menta che riattivava corpo e funzioni intellettive, donando forza e lucidità. Pianta mercuriale di quell’Hermes traghettatore, intermediario tra mondi, concilia il passaggio tra sogno e veglia, buio e luce.
Sbadiglio fuoriuscendo l’aria scaldata dalla notte, mi purifico con respiro e menta, metto un piede giù dal letto e già sento il formicolio dei piedi che assaggiano la terra e il sole che entra dagli occhi semi-aperti.
Sole di Rosmarino che illumina, scalda la memoria; sento il rumore del mare appoggiato alla rugiada del mattino, paesaggio mediterraneo.
Sto al sole come una lumaca, lunare e ermafrodita. Cerco l’essenza, come Pino odoroso.
Lacrime di resina di Pino: sangue di Attis. Di lui bellissimo si invaghì Cibele, la Madre degli dei. Cibele, dea frigia con forma di roccia, rappresentava arcaicamente la totalità primordiale che racchiudeva in sé le coppie di opposti, figura androgina. Attis promesso in sposo ad un’altra generò le ire di Cibele, che impugnando il flauto sacro ai pastori di Pan, scatenò la follia dei presenti. Attis si stracciò le vesti e afferrando un pugnale si evirò. Di lui racconta Ovidio:

«e il pino dall’ispido capo e dalle succinte chiome,
caro alla madre degli dei, se è vero che il cibeleo Attis
per lei si spogliò della sua figura d’uomo
indurendo in quel tronco».

Torna, evirandosi, Attis alla madre primordiale, ridiventa androgino in lei, si separa dalla propria virilità per risorgere all’Uno, essenza.
Il pino-albero, memore della storia antica che ne abita il tronco, produce sia fiori maschili che femminili, unione suprema degli opposti.
Olio essenziale di Pino allora perché la mente-corpo faccia un balzo, uno scatto dell’anima verso una saggezza capace di rinfrescare la mente, portando alla memoria un cuore ancestrale.
Mi risveglio dal sogno, fuori c’è aria pulita, libera.
Essenze in effluvi ispirati e odorosi che fluendo nel corpo mi risvegliano alla natura Madre.
Sono lumaca, tronco, rugiada di mare, ninfa, terra.

racconto di Maira Marzioni

 

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