Leucàsia

laucasia_list

 

Raffinato incantesimo di sirena ionica, nastro di velluto, che lega e seduce. Insolito connubio di ingredienti afrodisiaci.

SAPONE AL VINO NEGROAMARO
Candida e rabbiosa, Leucàsia fu la sirena dei due mari, a cavallo tra Ionio e Adriatico avviluppava di selvatica, rossa passione, chiunque scorgesse il candore della sua pelle. Vino negroamaro e candido latte, passione e delicatezza miscelati in alchemico equilibrio, fanno rivivere in questo sapone il mito di tanta bellezza.
Il vino esercita un delicatissimo effetto peeling sulla pelle, rinnovandola, mentre il latte la nutre di estrema delicatezza.

INGREDIENTI: Aqua, Olea Europea, Sodium hydroxide, Prunus dulcis, Cocus nocifera, Ricinus communis, Lactis, Vinum, Cinnamomum zeylanicum, Zea Mais, Parfum*

*E.R Vaniglia e F.R Rosa Turca

 

leucasia

 

LEUCASIA la Candida e Rabbiosa
Leucàsia, la greca ha viso di donna bellissima e bianca, sta appoggiata ferma alla roccia il cui mare di fronte un giorno fu suo. Nuda, sensuale, seduceva col suo canto. Note di Rosa aveva addosso. Rosa di Afrodite greca, Grande Madre dai tanti nomi. Dalla schiuma del mare emerse la dea e con essa un ceppo spinoso sul quale gli dei stillarono nettare facendo fiorire rose. Rosa-Afrodite sul corpo di Leucàsia per farne signora delle energie femminili, eros fertile e vitale. Conduceva pastori e marinai a impreviste fascinazioni, danze bacchiche e vinose, vino di gote arrossate dal desiderio. Vaniglia aveva tra le gambe lucide e squamose, scuro baccello a proteggere preziosi semi, a tessere fili con divinità azteche.
Leucàsia, la tentatrice, incantò il pastore Melisso, volle condurlo fuori di sé, nel mondo dell’oltre, in quel vortice dionisiaco che rendeva le sue malie tanto simili al vino. Melisso che, casualità forse non casuale, ricorda quella Melissa dolce e tranquillizzante, non cedette al fuoco di Leucàsia. Allora rabbiosa la sirena decise di far morire lui e la sua amante tra le onde di un mare furioso.
Leucàsia di mare, anima mediterranea, porto che accogli gli effluvi odorosi delle molte vie che l’hanno attraversata. Ad accoglierne la danza sinuosa c’è lui l’albero-terra-sole.
Ad abbracciare la sorte di Leucàsia e degli amanti inghiottiti dalle acque ci fu Atena, dea dell’ulivo, che troneggiava un tempo sulla punta del promontorio e che ancora oggi, sotto la crosta delle mura cristiane di Leuca, si fa tempio. Atena impietosita pietrificò i corpi dei due amanti, perché disgi-unti, potessero però guardarsi in eterno. Olio sulle ferite del cuore a congiungere, senza confondere.
Leucàsia non poté resistere al demone sensuale che la abitava. Si gettò da una grotta per ansia d’amore, in quel mare che solo poteva discioglierla. Divenne anch’essa statua. Pietra bianca di Leuca.
Leucàsia è una statua sapone, un materico racconto che porta su di sé i tanti nomi della Dea Madre.
Sapone di donna candida e rabbiosa, materna e voluttuosa, parabola degli opposti che sciolti nell’olio armonico e solare dell’ulivo riappacificano il sentimento, ne fanno carezza, brezza.

racconto di Maira Marzioni

Per info e acquisti scrivimi su info@mirodia.it

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...